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SCREEN TEARING

mostra collettiva a cura di Dimora Artica

artisti selezionati: Agostino Bergamaschi, Davide Dicorato, Matteo Gatti, Francesco Pacelli, Marco Schiavone, Alan Stefanato, Natália Trejbalová

dal 6 febbraio al 7 marzo 2019

presso Dimora Artica, Milano, Italy

Dimora Artica presenta Screen Tearing, mostra collettiva che unisce le opere di sette artisti nati tra il 1988 e il 1992, con la quale viene inaugurata la nuova sede espositiva del project space milanese. Il progetto espositivo nasce dalla volontà di indagare gli attuali cambiamenti nella percezione della realtà attraverso le opere di artisti di una generazione nata e cresciuta in un mondo dominato dalla pervasività della tecnologia e della comunicazione digitale. La sempre più capillare diffusione di computer, internet e smartphone ha imposto nuove modalità di archiviazione e scambio delle informazioni, determinando nuove modalità di percezione del mondo. La sovrabbondanza di informazioni che ci provengono dal web, e la loro organizzazione in schermi e finestre sempre a portata di mano attraverso i dispositivi mobili, proietta in una dimensione fluida in cui coesistono infinite possibili realtà che possono essere richiamate con un clic, con una parola nel motore di ricerca o con un hashtag. Parallelamente alla diffusione della comunicazione digitale, l'ingegneria genetica è divenuta di uso comune, rendendo manipolabili i processi biologici, e la robotica diviene sempre più sofisticata, presentando macchine e device a base organica in grado di interagire fluidamente con l’umanità. In tale scenario il confine tra vero e falso e tra naturale e artificiale decade a favore di una realtà ibrida in cui finzione narrativa, biotecnologie e androidi si fanno elementi costitutivi della realtà contemporanea. La tecnologia si mostra sempre più morbida, ergonomica, lieve, efficiente, ma ciononostante permangono zone di imponderabilità in cui il distratto fluire delle immagini s'interrompe a favore di una maggiore problematicità dell'esperienza estetica. Influenzata dalle recenti trasformazioni tecnologiche, la ricerca artistica degli ultimi anni ne esprime l'impatto culturale, senza farne una copia pedissequa ma riportando sempre l'attenzione sulla complessità dei processi evolutivi, spesso associando modalità artigianali a forme avveniristiche o rallentando il ritmo visivo per coinvolgere lo sguardo in una dimensione meditativa. Il fenomeno è simile allo screen tearing, meccanismo digitale per cui si genera un’immagine alterata a partire da due o più frame simili di base. Il processo, dovuto a una differenza nella frequenza di aggiornamento tra sorgente e monitor, genera dunque un’immagine nuova e inattesa, possibile ma non reale, in cui l’errore diventa soggetto attivo nella generazione della forma. Come un’immagine generata da un processo di screen tearing, l'arte pone momenti d'incongruenza nella linearità della visione ordinaria, stimolando l'attenzione e aprendo a diverse possibilità interpretative.

In occasione della collettiva ho realizzato Krubero, opera in ceramica che si pone come visione immaginifica di un’entità ibrida e ambigua in uno stato transitorio tra organico e inorganico, quasi fosse una nuova specie appena scoperta, una mutazione dovuta a un processo di manipolazione genetica o il risultato di un’alterazione dovuta ad attività nucleare.

SCREEN TEARING

group exhibition curated by Dimora Artica

selected artists: Agostino Bergamaschi, Davide Dicorato, Matteo Gatti, Francesco Pacelli, Marco Schiavone, Alan Stefanato, Natália Trejbalová

from February 6th to March 7th, 2019

at Dimora Artica, Milano, Italy

Dimora Artica inaugurates the new exhibition place presenting Screen Tearing, a collective exhibition with works from seven artists born between 1988 and 1992. The exhibition project starts from the desire to investigate changes in perceiving reality through the works from a generation born and raised in a world dominated by the pervasiveness of technology and digital communication. The increasingly widespread diffusion of computers, internet and smartphones has imposed new methods of storing and exchanging information, determining new ways of perceiving the world. The superabundance of information that comes from the web and their organization in screens and windows always available through mobile devices are opening new scenarios towards a fluid dimension where endless possible realities can be recalled with a click through a search engine or a hashtag. As digital communication evolves, genetic engineering is spreading widely, making biological processes manipulable. Robotics becomes increasingly sophisticated, presenting machines and organic based devices able to interact seamlessly with people. In this scenario boundaries between true and false, natural and artificial decline in favor of a hybrid reality in which narrative fiction, biotechnologies and androids become constituent elements of contemporary reality. Technology is becoming soft, ergonomic, light, efficient, but nevertheless areas of imponderability remain in which the distracted flow of images is interrupted in favor of a greater problematic aesthetic experience. Influenced by recent technological transformations, last years’ artistic research expresses its cultural impact, without making a simple and banal copy but always focusing on the complexity of evolutionary processes, often combining craft techniques  with futuristic shapes or slowing down the visual rhythm to engage the sight in a meditative dimension. The phenomenon is similar to screen tearing, a digital mechanism for which an altered image is generated from two or more similar basic frames. The process, due to a difference in the refresh rate between source and monitor, generates a new and unexpected image, possible but not real, in which the error becomes an active subject in the generation of the form. Like an image generated by a screen tearing process, art creates moments of incongruity in the linearity of ordinary vision, stimulating attention and opening up to different interpretative possibilities.

For the group exhibition I created Kruberoa ceramics work that stands as an imaginative vision of a hybrid and ambiguous entity in a transitory state between organic and inorganic, almost like a new species just discovered, a mutation due to a process of genetic manipulation or the result of an alteration due to nuclear activity.