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ABISSO ELASTICO

mostra personale a cura di Current Project

dal 6 Marzo al 31 marzo 2019

presso Current Project, Milano

Informi esseri il mare vomita
sospinti a cumuli su spiagge putride
i branchi torbidi la terra ospita
strisciando salgono sui loro simili
e il tempo cambierà i corpi flaccidi
in forme utili a sopravvivere.

 

[Banco del Mutuo Soccorso, L’Evoluzione, Darwin!, 1972]

Nelle grotte più profonde della terra, negli abissi marini o in luoghi altrettanto sperduti e singolari, nascono esseri a malapena immaginabili (C. Henderson), intere specie chepercorrono la loro esistenza all’oscuro della maggior parte degli altri abitanti dellasuperficie.


Nelle condizioni più sgradevoli e ignote prendono vita processi evolutivi arditi che ci pongono di fronte ad immagini che stupiscono per la loro lontananza da noi: creature senz’occhi, illuminate di luce propria, figure sproporzionate, pelli trasparenti, veleni per il controllo neurale, anfibi che lasciano la propria prole nascere e crescere nel proprio apparato digerente ed altri che la nutrono col grasso della propria stessa pelle. Fino ad oggi questa pletora di mostri (da monstrum/i; miracolo) è stata resa possibile da fattori naturali: condizioni materiali estreme che hanno richiesto soluzioni pratiche. Ma cosa avviene quando l’abisso non è più un luogo fisico, ma concettuale?
Nate già con l’intento di sostituire l’uomo nelle situazioni più dure, le intelligenze artificiali, se mai raggiungeranno tale traguardo, saranno forse le prime creature dotate di una propria indipendenza a svilupparsi in un ambiente estremo anche dal punto di vista immateriale: l’abisso del suo creatore, l’uomo, nella sua ignoranza di ciò che davvero significhino e da cosa scaturiscano vita, individualità, intelletto e coscienza.


Il rapporto uomo/androide non si esaurisce però soltanto nell’utilità, è piuttosto una vera e propria fascinazione che ha radici profonde nella tradizione; dal mito di Fetonte al Frankenstein di Mary Shelley, dagli automi di Leonardo a quelli di Jacques de Vaucanson, dalla presunta testa parlante fatta costruire da papa Silvestro II al recente clone robot del professor Hiroshi Ishiguro. Un’euforia che porta con sé una certa inquietudine: con lo sviluppo dei nuovi materiali sintetici e di nuove applicazioni in campo medico, si prospetta sempre di più la possibilità di esseri nuovi, simili a noi sotto certi aspetti, tanto da poter provare empatia verso di loro. Ma come ogni percorso evolutivo, la necessità determina la forma: nell’ipotesi di un processo che porti effettivamente alla nascita della Razza Macchina, quali forme avranno queste nuove creature? Quanto ci assomiglieranno e quanto invece saranno distanti da noi?

 

Abisso Elastico è la caverna primordiale in cui arrancano ipotesi di nuove forme di vita, abbozzate e ansimanti come i nostri avi devoniani

ABISSO ELASTICO

solo exhibition curated by Current Project

from March 6th to March 31st, 2019

at Current Project, Milano, Italy

Shapeless beings the sea vomits
driven to mounds on putrid beaches
the turbid flocks the land hosts
crawling climb on their fellows
and time will change flaccid bodies
in forms useful to survive.

[Banco del Mutuo Soccorso,L’Evoluzione, Darwin!, 1972]

 

In the deepest caves of the Earth, in the abyss of the sea or in equally lost and singularplaces, barely imaginable beings are born (C. Henderson), whole species that run theirlives in the dark of most of the other inhabitants of the surface.


In the most unpleasant and unknown conditions, daring evolutionary processes come to life placing us before images which amaze us because of their distance from us: creatures without eyes, lit with their own light, disproportionate figures, transparent skin, poisons for neural control, amphibians that leave their offspring born and grow in their digestive system and others who feed it with the fat of their own skin. Until today this plethora of monsters (from monstrum/i, miracle) was made possible by natural factors: extreme material conditions that required practical solutions. But what happens when the abyss is no longer a physical place, but a conceptual one?
Born with the intention of replacing man in the most difficult situations, artificial intelligences - if they ever reach this goal - will perhaps be the first creatures with their own independence to develop in an extreme environment also from an immaterial point of view: the abyss of its creator, man, in his ignorance of what they really mean and from what they originate life, individuality, intellect and conscience.


But man/android relationship does not end only in its usefulness, it is rather areal fascination that has deep roots in tradition; from the myth of Fetonte to the Frankenstein of Mary Shelley, from the automatons of Leonardo to those of Jacques de Vaucanson, from the presumed speaking head made by Pope Sylvester II to the recent robot clone of Professor Hiroshi Ishiguro. An euphoria that brings with it a certain restlessness: with the development of new synthetic materials and new applications in medical field, it is always more possible to face with new beings, so similar to us in some aspects to feel empathy towards them. But like any evolutionary course, necessity defines the form: in the hypothesis of a process that actually leads to the birth of the Race Machine, what forms will these new creatures have? How much will they look like us and how much will they be distant from us?


Abisso Elastico (elastic abyss) is the primordial cave in which hypotheses of new forms of life prod along, faint and wheezing like our Devonian forefathers.

Photo credits Michele Fanucci | © 2019 Francesco Pacelli